La lista della spesa

Come fare una spesa intelligente? Oggi parliamo della prima cosa da inserire nella lista della sprsa:

La frutta e verdura di stagione: Settembre

bietole, carote, cavoli, cetrioli, cicoria, melanzane. fagiolini, insalate, patate, peperoni, pomodori, rape, ravanelli, rucola, sedano, spinaci, zucca, zucchine, radicchio

fichi, fichi d’india, lamponi, mandorle, giuggiole, mele, susine, meloni, mirtilli, more, nocciole, pesche, uva, pere

Nonostante il fatto che ormai siamo abituati a trovare tutta la frutta e la verdura durante tutto l’anno, ecco 5 buoni motivi per l’acquisto di frutta e verdura di stagione:

Minor costo

In questo periodo di crisi non è poco. Questo è dovuto al fatto che gli ortaggi di stagione non hanno bisogno di serre, non si consuma energia aggiuntiva per farli crescere e maturare sfruttando quella del sole. Se poi scegliamo prodotti a km zero, coltivati cioè vicino al luogo di residenza, il risparmio è ancora maggiore, poiché abbatteremo anche i costi di trasporto.

Minor utilizzo di pesticidi

Questo vale soprattutto per gli ortaggi biologici e biodinamici. Anche quelli non bio, tuttavia, se sono di stagione richiedono una quantità nettamente inferiore di prodotti chimici per eliminare i parassiti. Le piante coltivate in periodi diversi dalla loro normale stagione, infatti, risultano indebolite e sono più facilmente preda di insetti indesiderati.

Sono più salutari

Oltre al fatto dell’utilizzo minore di pesticidi, le piante che seguono il loro normale ciclo di vita presentano una quantità maggiore di nutrienti e principi attivi e apportano la giusta quantità di calorie in relazione al periodo dell’anno.

Sono più gustosi

I prodotti di stagione sono più buoni, profumati, aromatici. Per esempio, fateci caso, i pomodori d’inverno non hanno praticamente sapore e spesso si è costretti ad esagerare coi condimenti. Se seguiamo il criterio del gusto, difficilmente sbaglieremo.

Più rispetto per l’ambiente

Per far crescere la verdura e la frutta fuori stagione servono grandi serre riscaldate e illuminate che richiedono molta energia. Anche pesticidi e fertilizzanti utilizzati per i cibi fuori stagione sono di sintesi, quindi derivati dal petrolio. Gli ortaggi fuori stagione, dunque, risultano molto inquinanti. Se poi provengono da altri Stati e aggiungiamo il costo ambientale dei trasporti (su strada o aerei), ancora di più! Tutto ciò significa anidride carbonica che si va ad aggiungere a quella già presente in atmosfera, incrementando l’effetto serra e peggiorando il nostro ambiente.

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