La notizia di oggi

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A SNAM PRIMA NAVE RIGASSIFICATORE, BIS A FINE MESE

Il Golar Tundra, proveniente dalla Norvegia, è il primo dei due rigassificatori galleggianti previsti dal Governo per ridurre la dipendenza dal gas russo.

Snam, assistita da Mediobanca, investe 350 milioni di dollari (326,25 mln di euro) per rilevare da Golar Lng il 100% della controllata Golar Lng Nb 13 Corporation, titolare dell’imbarcazione.

Previsto il bis a fine mese. Costruita nel 2015, la Golar Tundra può operare sia per il trasporto del metano che per quello del gas naturale liquefatto (Gnl) e come rigassificatore galleggiante (Fsru).

La capacità di stoccaggio è di circa 170mila metri cubi di Gnl e quella di rigassificazione è di di 5 miliardi di metri cubi l’anno. Una dotazione “essenziale” per l’Italia, secondo l’amministratore delegato di Snam Stefano Venier, che a suo dire

“da sola potrà contribuire a circa il 6,5% del fabbisogno nazionale, portando la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25% della domanda”.

In fase avanzata la ricerca di una “seconda Fsru di dimensioni simili”, sulla quale è attualmente in corso una “negoziazione in esclusiva che si prevede possa concludersi entro fine giugno”, ha aggiunto il Manager.

Snam punta sull’acquisto, che consente una maggiore flessibilità d’uso delle navi, che potranno poi essere cedute in caso di inutilizzo. Più oneroso e limitante invece è il noleggio, utilizzato da altri Paesi come la Germania.

I due rigassificatori galleggianti saranno ubicati al CentroNord, uno sul Tirreno, probabilmente a Piombino (Livorno), e uno sull’Adriatico, indicativamente a Ravenna.

La Golar Tundra sarà operativa nella primavera del 2023, dopo le autorizzazioni necessarie e la realizzazione delle opere di collegamento alla rete.

La capacità di rigassificazione della nave norvegese si somma a quella dei 3 impianti fissi già attivi nel Paese: l’Adriatic Lng di Cavarzere (Rovigo), con 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% dei 75,8 miliardi immessi nella rete italiana nel 2021, l’Olt di Livorno (3,75 miliardi, pari al 2% del totale) e Panigaglia (La Spezia), che con 3 miliardi di metri cubi vale l’1% del gas immesso in rete.

Per queste strutture il Governo ha previsto aumentare di 6 miliardi di metri cubi le quantità trattate.

Nella stessa direzione si muove il protocollo d’intesa di Snam con Enagas per lo studio di fattibilità di un gasdotto marino da affiancare al quello previsto sui Pirenei per raggiungere la Spagna, che da sola con 6 rigassificatori vale il 40% dell’intera capacità di rigassificazione europea.

Recenti sono i due accordi del Governo italiano con quello algerino. Il primo è dello scorso 11 aprile, affiancato da un’intesa tra Eni e Sonatrach per aumentare le esportazioni fino a 9 miliardi di metri cubi attraverso il Transmed a Mazara del Vallo (Trapani). Il secondo è dello scorso 26 maggio, sia a livello governativo, sia tra i due operatori, per ulteriori 3 miliardi di metri cubi annui di metano. (Fonte: ANSA).

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/eni-accordo-sonatrach-attesi-3-mld-metri-cubi-gas-dall-algeria-AEKpaZbB

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