L’APPROFONDIMENTO DEL GIORNO – INVESTIMENTI E DOTTRINE RELIGIOSE

Secondo le tre maggiori religioni monoteiste, Cristianesimo, Ebraismo e Islam, esistono delle regole per investire in modo etico e sostenibile.

Abbiamo parlato di investimenti, ma esistono delle regole per investire in maniera corretta? Quali sono le diverse regole delle tre maggiori religioni?

ISLAM: Investimenti Halal

Cos’è un investimento halalHalal è una parola araba che significa lecito, ossia che rispetta le buone norme della comunità musulmana.

L’acquisto di azioni è halal?

È generalmente accettato che l’acquisto di azioni non sia haram. Questo perché si sta semplicemente possedendo una percentuale in un’azienda. Tuttavia, è importante che la società in questione non stia trattando in modo non islamico.

Non sono considerate haram (peccato), le azioni relative a spedizione, produzione, abbigliamento, attrezzature mediche, beni immobili, strumenti, mobili, forniture e così via.

Sono considerate haram invece, gli investimenti orientati a qualsiasi azienda che si occupa di turismo, alcolici, hotel, discoteche, materiale per adulti, banche e assicurazioni commerciali basate sulla riba.

Cosa fare se le azioni sono in disaccordo con la religione islamica?

Non investire. Se si desidera evitare qualsiasi potenziale conflitto, la decisione più semplice è evitare del tutto l’acquisto e la vendita di azioni del titolo.

Ma come si può sapere quali azioni sono halal?

Esistono diverse piattaforme che indicano le azioni halal, come Zoya, IFG Islamic Finance Guru, Islamic Markets, Wahed Invest. Nel Crowdfunding, invece, con Yelders si può partecipare e finanziare in crowdfunding un immobile già acquisito dall’azienda senza debiti. Pertanto, si genera un reddito passivo dall’investimento iniziale, scegliendo semplicemente la proprietà che sembra la migliore, finanziandola con il crowdfunding si guadagneranno rendimenti mensili.

Fonte: https://medium.com/mentore-miliardario/investimenti-halal-italiano-d4524f79cce2

CRISTIANESIMO: investimenti sostenibili e responsabili

La finanza sostenibile per così dire moderna inizia a prendere forma nei primi decenni del 1900. Nel 1928 negli Stati Uniti avviene il lancio del primo fondo che applica un filtro etico agli investimenti (Pioneer Fund).

«Anche nella vita economicosociale sono da tenere in massimo rilievo e da promuovere la dignità della persona umana, la sua vocazione integrale e il bene dell’intera società» (GS, n. 63).

La Costituzione pastorale Gaudium et spes, promulgata da Paolo IV a conclusione del Concilio Vaticano II nel 1965, afferma che le leggi dell’economia non possono essere indipendenti da ogni considerazione etica.
La Dottrina sociale della Chiesa (DSC) insiste costantemente sul rapporto tra economia ed etica, ribandendo la centralità di tutto l’uomo e di ogni uomo. Il ruolo originario ed essenziale della finanza è a servizio dell’economia reale e dello
sviluppo delle persone e delle comunità umane.

Nel testo programmatico del suo pontificato, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium (EG, 2013), papa Francesco afferma: «così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana,
oggi dobbiamo dire “no” a un’economia dell’esclusione e della inequità. Questa economia uccide» (EG, n. 53). L’economia e la finanza uccidono quando perdono il loro orientamento antropologico, quando riducono l’essere umano al solo bisogno del consumo; ecco perché papa Bergoglio esorta «ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano» (EG, n. 58).

Le linee guida della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti

Un’attività al servizio non certo dell’arricchimento personale, per giunta di pochi, bensì del bene comune, condotta cioè nell’interesse della collettività: questo il ruolo proprio della finanza secondo la Dottrina sociale della Chiesa. L’approccio
alla gestione delle risorse economiche richiede cautela in termini di rischi assunti. Per poter funzionare in modo efficace e svolgere la sua missione, la Chiesa e le organizzazioni cattoliche dipendono da un ragionevole ritorno dai propri
investimenti finanziari.

Basandosi su questi assunti, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (United States Conference of Catholic Bishops, USCCB) nel novembre del 1991 per poter gestire le sue risorse finanziarie in maniera fedele, competente e socialmente responsabile ha emanato un documento denominato Linee guida all’investimento socialmente responsabile.

Le linee guida in breve:

Le Linee guida tengono presente che negli investimenti finanziari occorre:

  1. proteggere la vita umana (aborto, contraccettivi, cellule staminali embrionali / clonazione umana);
  2. promuovere la dignità umana (evitando ogni tipo di discriminazione razziale, di genere);
  3. consentire a tutti l’accesso ai farmaci (ad esempio le cure per l’AIDS);
  4. evitare la partecipazione a imprese che promuovano la pornografia;
  5. evitare la produzione e la vendita delle armi (ad esempio le mine antiuomo);
  6. perseguire la giustizia economica e gli standard di lavoro equi;
  7. proteggere l’ambiente;
  8. incoraggiare la responsabilità sociale delle imprese,

Una delle strategie per mettere in atto investimenti sostenibili e responsabili è il cosiddetto engagement, il dialogo e il confronto tra gli investitori e le società in cui investono, finalizzato a stimolarle a migliorare le proprie performance di sostenibilità.

Fonte: https://www.nummus.info/wp-content/uploads/2020/01/Manuale-FINSOST.pdf

EBRAISMO: Value Investing

Investire, non speculare

Il Value Investing consiste nell’acquisire titoli il cui prezzo è al di sotto al valore intrinseco della società. Mentre i prezzi del mercato sono a conoscenza di tutti, il valore intrinseco non lo e’ e deve essere stimato soggettivamente in quanto è una funzione della redditività di una società nel lungo periodo ed è influenzato da diversi fattori. Solamente uno studio approfondito di una società può dare all’investitore una convinzione sufficiente ad investire. Sembra ovvio, ma comprare azioni basandosi su voci di corridoio o in seguito ad una analisi superficiale porta quasi sempre a perdite di capitale.

Per spiegare ulteriormente il concetto di investimento ebraico, parliamo di Kasherut. Così come il cibo Kasher deve essere selezionato con attenzione, preparato e controllato per evitare ogni genere di impurità, gli investimenti “kasher” richiedono una ricerca approfondita delle società in cui si vuole investire, considerando ogni sorta di possibile “impurità”, come potrebbero essere delle irregolarità contabili, minacce di regolamentazioni o una gestione disonesta o incapace.

Il Value Investing cerca il guadagno dall’andamento della società stessa e non dalle oscillazioni del prezzo delle azioni.

Diversificazione e distribuzione

“Fanne sette od otto parti, perché non sai quale sciagura potrà succedere sulla terra.” (Kohelet 11:2).

Rebbe Yitzchak disse: “una persona dovrebbe sempre dividere il suo capitale in tre parti: un terzo in terre, un terzo in commercio e un terzo in contante”.

Queste citazioni lasciano pochi dubbi circa la posizione dell’ebraismo sulla diversificazione dei beni. Comunque, sarebbe da evitare anche una diversificazione eccessiva. Gli esempi tratti dalla Torah parlano di diversificare i propri patrimoni in due, tre o otto beni. Oggigiorno, il tipico fondo mutuo diversifica in oltre 50/60 titoli, il che rende praticamente impossibile conoscere a fondo le società in cui si è investiti. Questo ci porta al prossimo principio:

Investi solo in ciò che conosci

“La casa si edifica con la sapienza e si rende stabile con la comprensione.  Con la conoscenza si riempiono le stanze di ogni sorta di beni preziosi e tesori(Proverbi 24:3-4).

Si va controcorrente quando si affronta la ciclicità e le fluttuazioni del mercato

“Guarda alle fluttuazioni del mercato come un tuo amico e non un nemico: approfitta della sua follia invece di parteciparvi” – Warren Buffett

Un atteggiamento saggio di fronte alla ciclicità e volatilità è la quintessenza del Value Investing e viene sostenuta anche dalla Torah. L’idea è quella di resistere alla tendenza naturale a sperperare durante i periodi di abbondanza per poi affrontare le seguenti crisi impreparati. Il Value Investing e la Torah suggeriscono invece un atteggiamento più sobrio e contro-corrente, prendendo profitto durante i periodi di prosperità e usando le eccedenze nei periodi di crisi.

Usare un margine di sicurezza

“Più vulnerabile è un business (…) più grande deve essere il margine di sicurezza. Se stai guidando un camion sopra un ponte la cui portata massima sono 5 tonnellate e il tuo camion ne pesa 4.9 e il ponte è alto pochi centimetri ti sentirai sicuro di passare. Al contrario, se il ponte attraversa il Grand Canyon, vorrai un margine di sicurezza molto più alto”. Warren Buffett

“Più vulnerabile è un business (…) più grande deve essere il margine di sicurezza. Se stai guidando un camion sopra un ponte la cui portata massima sono 5 tonnellate e il tuo camion ne pesa 4.9 e il ponte è alto pochi centimetri ti sentirai sicuro di passare. Al contrario, se il ponte attraversa il Grand Canyon, vorrai un margine di sicurezza molto più alto”. Warren Buffett

L’idea del margine di sicurezza implica l’essere consci dei limiti dell’intelletto umano e della presenza di un certo di livello di incertezza nel mondo. Nel Value Investing, l’acquisto di una società per una frazione del suo valore garantisce una protezione contro imprevisti o errori di valutazione oltre che ad aumentare i profitti nel caso la tesi sia corretta. Nell’ebraismo, lo scopo è di evitare una diretta trasgressione della Legge e a questo fine, le regole e i comandamenti sono intenzionalmente esagerati.

Regole tratte dalla Torah applicabili agli investimenti:

Sii generoso

“Se fai parte dell’1% più fortunato dell’umanità, è tuo dovere occuparti del rimanente 99%” Warren Buffett

“Se tuo fratello cadrà in miseria, tu porgerai la tua mano in suo aiuto” Va Ikra 25:35

Fonte: https://www.mosaico-cem.it/cultura-e-societa/opinioni/le-origine-ebraiche-del-value-investing/

Per concludere, le religioni danno molta importante alla carità non solo per promuovere un equilibrio delle ricchezze ma anche per giovare al carattere del donatore.

Gli investitori, secondo tutte le religioni, dovrebbero distinguersi per la loro generosità con lo sguardo rivolto al benessere di tutta la società e non solo del singolo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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