Pillole di borsa – Costruire un Portafoglio ad Alti Dividendi

QUALI SONO LE SOCIETA’ CHE STACCANO DIVIDENDI IN MANIERA COSTANTE?

Un portafoglio ad alti dividendi è un portafoglio caratterizzato da azioni che staccano in modo continuativo dividendi, per l’appunto, più alti della media.

Si tratta per lo più di large stock, cioè aziende ad alta capitalizzazione e mature che preferiscono girare agli azionisti parte degli utili piuttosto che reinvestirli nell’azienda stessa.

Questo tipo di portafoglio permette di avere:

  • Cashflow dovuto allo stacco periodico dei dividendi
  • Rendimenti comparabili con quelli del mercato di riferimento, 11% annuo negli ultimi 10 anni
  • Volatilità bassa per essere un portafoglio 100% azionario

In letteratura esistono vari esempi di questo tipo di portafoglio, proviamo ad analizzarne uno made in USA per capirne bene i vantaggi e svantaggi.

Nello specifico analizziamo un portafoglio composto da queste 10 società in parti uguali (10%):

The Coca Cola Company (KO)

The Procter and Gamble Company (PG)

3M Company (3M)

Walmart Inc. (WMT)

Colgate-Palmolive Company (CL)

Air Products and Chemicals, Inc (APD)

International Business Machines Corporation (IBM)

Kimberly-Clark Corporation (KMB)

Emerson Electric Co. (EMR)

Johnson & Johnson (JNJ)

Se vuoi leggere l’articolo completo e per vedere l’analisi dettagliata di ogni titolo, clicca qui

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Breve introduzione ai dividendi

COSA SONO E L’IMPATTO SUI NOSTRI INVESTIMENTI

I dividendi possono essere considerati una vera e propria rendita passiva. Quando, infatti, un’azienda registra dei profitti ha 2 possibilità: scegliere di reinvestire i soldi nel proprio business o di staccare un dividendo ai propri azionisti. I dividendi, quindi, possono avere un impatto sui nostri investimenti più o meno grande.

DIVIDEND YELD E DIVIDEND GROWTH RATE

Quando si parla di dividendi esistono 2 parametri principali a cui si fa riferimento:
– Dividend yield
– Dividend growth rate

COS’È IL DIVIDEND YIELD?

Se, ad esempio, un’azienda che ha un prezzo di 20$ ad azione rilascia un dividendo di 1$ ecco che il dividend yield sarà del 5% (1$/20$).

Dividend Yield = Dividendo / Prezzo

COS’È IL DIVIDEND GROWTH RATE?

Se la stessa azione l’anno prima ha rilasciato un dividendo di 0.8$ ecco che avremmo un dividend growth di 0.2$ (1$ – 0.8$) quindi un dividend growth rate del 25% (0.2$/0.8$).

La ragione principale per cui un’azienda dovrebbe scegliere di staccare dei dividendi è che non crede esistano opportunità di crescita all’interno dell’azienda stessa per cui vale la pena investire i propri soldi.

Se vuoi leggere l’articolo completo, clicca qui

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Dividendi 2021

LE 5 SOCIETA’ CHE NEL 2021 DISTRIBUIRANNO UNA PIOGGIA DI DIVIDENDI

Una delle conseguenze del Covid sui mercati azionari, è stato il blocco della distribuzione di tutti i dividendi. Molti di questi non sono stati annullati, ma solo rimandati al 2021. Quindi per il prossimo anno si potrebbe assistere a una generosa distribuzione di cedole. Ecco le 5 società che nel 2021 distribuiranno una pioggia di dividendi, secondo gli esperti di ProiezionidiBorsa.

Il 2021 e il ritorno alla politica dei dividendi

Nel 2020 la crisi economica generata dalla pandemia ha bloccato la distribuzione dei dividendi. In alcuni casi è stata una scelta obbligata, come nel caso del settore bancario. La BCE ha imposto alle banche europee di non distribuire dividendi per evitare indebolimenti patrimoniali, che avrebbero potuto offrire il fianco alla speculazione ribassista.

Fuori dal settore bancario, la mancata distribuzione della cedola è stata una misura prudenziale. In altri casi è stata una misura obbligata non tanto dalle imposizioni, ma da ragioni legate al bilancio. Le difficoltà finanziarie hanno impedito a molte aziende di distribuire il dividendo.

Con il 2021, e con la prevista ripresa economica, sicuramente ci sarà il ritorno alla politica dei dividendi. E questi, in base alle previsioni, dovrebbero essere molto generosi. Specialmente per il settore bancario e finanziario e per quello della energia e delle utility.

Le 5 società che nel 2021 distribuiranno una pioggia di dividendi

INTESA SAN PAOLO

Intesa Sanpaolo, tradizionalmente molto generosa con gli azionisti, nel 2021 potrebbe distribuire una cedola di circa il 6,8% in rapporto al prezzo del titolo di 2 euro.

MEDIOBANCA

Anche Mediobanca distribuirà un dividendo molto interessante, circa il 6,6% del valore di azione di 7,7 euro.

GENERALI

Ancora meglio farà Generali Assicurazioni che, acquistata a 14,6 euro, potrebbe distribuire una cedola di oltre il 7%.

A2A

Una interessante politica di distribuzione di dividendi, ci sarà anche tra i titoli dell’energia e delle utility. A2A, al prezzo di 1,3 euro, potrebbe distribuire una cedola che arriverebbe ad un rapporto dividendo/prezzo del 6,4%.

SNAM

Mentre lo yield di Snam potrebbe essere del 5,7%, in relazione al valore del titolo a 4,55 euro.

Attenzione alla variazione dello yield

Da sottolineare che lo yield, ovvero il rapporto dividendo/prezzo, dipende dal valore della cedola per azione e dal prezzo. Gli yield indicati nell’articolo sono basati su una ipotesi attendibile di dividendi e sul prezzo indicato. Entrambi possono variare, in particolare il prezzo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Meglio vivere in affitto o conviene comprare casa?

Una domanda che ci si pone spesso è: conviene comprare casa adesso o vivere in affitto?

Intuitivamente sitende a dire: l’affitto sono soldi buttati che potrei usare per un mutuo.

Comprando casa avrei ad ogni modo una proprietà da rivendermi, sarebbe un modo insomma di crearmi un piccolo salvadanaio.

Succede spesso, però, che di fronte i numeri crollano le maggiori convinzioni.

Se volete capire cosa sia più conveniente per voi, vi basterà usare un semplicissimo modello di calcolo che possa aiutarvi a rispondere alla domanda: conviene comprare casa o vivere in affitto?

Se voleste poi fare i calcoli relativi al vostro casoal seguente link trovate il calcolatore mutuo/affitto.

CONVIENE DAVVERO COMPRARE CASA O L’AFFITTO È PIÙ VANTAGGIOSO?

Come detto, il modello che ho creato è davvero semplice e vuole dare una stima indicativa.
Sono stati tenuti in considerazione parametri come:
 Acquisto prima casa
– Mutuo
– Spese di ristrutturazione
– Lavori annuali
– Spese per acquisto e vendita casa
– Inflazione
– Apprezzamento della casa negli anni
– Costo di un affitto per una casa simile

I dati che ho inserito sono stati verificati considerando il caso di Torino, nulla vieta che si possono fare simili simulazioni ipotizzando un’altra città: bisogna verificare, però, che i parametri considerati siano ancora validi.
Si noti, inoltre, come non sono stati considerati gli sgravi fiscali. Questo rende il calcolo un worst case per quanto riguarda l’acquisto della casa.

Per l’articolo completo: https://www.guidaglinvestimenti.it/conviene-comprare-casa/

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Investment Certificates o ETF: Cosa scegliere

Settimana scorsa abbiamo parlato di ETF e come sceglierli.

Oggi vedremo le differenze tra ETF e Investment Certificates.

Investment Certificates cosa sono?

Gli investment certificates, nella loro forma più semplice, sono degli strumenti finanziari che permettono di replicare passivamente l’andamento di un sottostante come un indice.

Molto simile a quello che fa un ETF.

La definizione degli investiment certificates ben spiega la principale differenza con gli ETF.

Si tratta, infatti, di derivati cartolarizzati: strumenti finanziari che ricalcano l’andamento del sottostante di riferimento.

Acquistare dei certificates quindi non equivale a comprare azioni, obbligazioni o altro ma equivale ad acquistare uno strumento di debito emesso, generalmente, da una banca.

Questo è un punto fondamentale. Ciò significa che se la banca fallisce, anche se il sottostante sta andando benissimo, i nostri soldi sono quantomeno a rischio.

Negli ETF, invece, il rischio di insolvenza delle società che li gestiscono non esiste in quanto il patrimonio di queste (azioni, obbligazioni ecc) è depositato in una banca che li gestisce. La proprietà di questo patrimonio per legge è solamente dei possessori delle quote dell’ETF stesso.

Per l’articolo completo: https://www.guidaglinvestimenti.it/investment-certificates/

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Gli italiani e gli investimenti

Perchè gli italiani non investono e preferiscono la liquidità?

I vari dati economici mostrano come gli Italiani sono un popolo di risparmiatori poco inclini agli investimenti. Dal 2005 al 2018, infatti, tra contanti sotto il materasso (stimati) e depositi in conto corrente i numeri ufficiali siamo passati da circa 900 a 1390 miliardi di euro secondo uno studio della Banca d’Italia. Mi sono chiesto a questo punto: perchè gli italiani non investono?

Rifacendoci a uno studio IPSOS vediamo infatti che solo il 34% degli intervistati dichiara di investire, di questi: il 25% dichiara di investire una piccola parte dei risparmi il restante 9% la maggior parte dei risparmi. Ad oggi circa il 63% delle persone preferiscono avere risparmi liquidi, dato che è cresciuto rispetto al 2001 quando questa quota era del 47%.

Negli anni ’80 la situazione era completamente diversa. L’italiano medio in genere faceva due scelte. I più conservativi sceglievano di acquistare BoT (i titoli governativi liquidi, che hanno scadenze brevi, da 1 a 12 mesi). I più “audaci”, invece, compravano BTp (da 2 a 30 anni). Tutto molto semplice e con bassissimi rischi. Ciliegina sulla torta, i rendimenti erano a doppia cifra.
Gli italiani, insomma, potevano contare su strumenti finanziari a bassi rischi e con alti rendimenti.

Le cose, ahimè, sono cambiate nel corso degli anni. Addirittura, il rendimento dei BoT a 1 anno oscillano tra lo 0 e il negativo. Ecco forse che uno dei motivi che potrebbero spiegare il perchè gli italiani non investono potrebbe essere quello di doversi confrontare con una realtà finanziaria completamente diversa rispetto a quella dei nostri nonni e genitori.

Vi interessa saperne di più? per l’articolo completo cliccate qui: https://www.guidaglinvestimenti.it/perche-gli-italiani-non-investono/

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – ETF COSA SONO? Guida per PRINCIPIANTI

ETF cosa sono? Questi sconosciuti che noi apprendisti investitori finiamo per amare

Oggi parliamo di ETF.

Gli ETF sono uno strumento finanziario essenziale per i piccoli investitori. 
Ok, ma gli etf cosa sono esattamente?

Gli Exchange Traded Found (ETF) sono dei fondi d’investimento che consentono di replicare le performance di un indice di riferimento, che prende il nome di “benchmark”.

Con questo articolo faremo una panoramica ampia su cosa sia un ETF, perché sono gli strumenti più adatti ai piccoli investitori, come sceglierlo e come investire in ETF

Prima di addentrarci negli ETF comprendiamo però bene cos’è un indice borsistico.

COS’È UN INDICE BORSISTICO

Un indice è un insieme di azioni, detto anche “paniere”. In base alle caratteristiche dell’indice le azioni che avrà al suo interno potranno essere molto diverse. 

Gli indici posso essere relativi ad un Paese o continente (Es. USA, Italia, Europa, Mondo), ad un tipo di strumento (azioni, obbligazioni), ad un settore (tecnologia, healthcare, energia).Praticamente a qualsiasi cosa: e ciò significherà che le azioni incluse nell’indice saranno relative a quel paese/settore/etc. 

Tra gli indici azionari più importanti se ne annoverano due: MSCI World S&P500

  • MSCI World è un indice che racchiude migliaia (circa 1600 per l’esattezza) di azioni di 23 paesi di tutto il mondo 
  • S&P 500 include invece le 500 azioni americane a maggior capitalizzazione. Chiaramente al suo interno ci saranno Amazon, Apple, Google e molte altre.

Ma sapere cosa sia un indice a cosa mi è utile per capire gli ETF cosa sono?

E’ utile perché, se ci riferiamo a MSCI World in particolare, al suo interno ci sono tutte le aziende più rilevanti al mondo e che, di conseguenza, influenzano il mercato borsistico.

Proprio per questo motivo questi due indici vengono definiti “il Mercato“: rappresentano il potenziale della nostra società, e investire in essi significa investire nel progresso del mondo, soprattutto economico.

COME FUNZIONANO GLI ETF?

L’ETF è un fondo che compra per noi tutte le azioni di un determinato indice (il benchmark) e ci consente di ottenere gli stessi rendimenti del benchmark.

In cambio chiede dei costi di transazione che sono comunque molto bassi, di solito tra lo 0,07% e lo 0,7 %. Se date uno sguardo ai costi di qualsiasi investimento voi abbiate fatto, nel 99% dei casi sarà maggiore del costo di gestione di un ETF.

Il fondo (che emette l’ETF) quindi ci venderà questo strumento e ci darà in cambio il rendimento del paniere di azioni che l’ETF rappresenta.

Vi interessa saperne di più e capire come e quali comprare? Allora vi consiglio di leggere l’articolo completo su:

per l’articolo completo: https://www.guidaglinvestimenti.it/etf-cosa-sono-guida-per-principianti/

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – 3 titoli da dividendo piacciono ai guru/3 dividend stocks gurus like (English Post at the end of the post)

WELLS FARGO & CO, PFIZER INC, ABBVIE INC

Il sito Dividend Stocks Screener di GuruFocus rileva 616 titoli con dividendi detenuti dai guru al momento della stesura di questo articolo. Altri 19 sono elencati come azioni da banco. L’output dello screener può essere ordinato in diversi modi. Ho ordinato in base al maggior numero di acquisti di guru nel trimestre precedente. Secondo questa ricerca, Wells Fargo & Co (NYSE: WFC), Pfizer Inc (NYSE: PFE) e AbbVie Inc (NYSE: ABBV) sono le azioni con dividendi più popolari tra i guru. In altre parole, queste sono le tre società con buoni dividendi che hanno registrato il maggior numero di acquisti di guru nel trimestre terminato il 30 settembre.

Wells Fargo

Le quote più alte di azioni alla fine del trimestre sono state detenute da: Dodge & Cox con 130.976.235 azioni, dopo aver aggiunto il 26,72% durante il trimestre Warren Buffett (Trades, Portfolio) di Berkshire Hathaway (NYSE: BRK.A) (NYSE: BRK.B) con 127.380.440 azioni, dopo una riduzione del 46,38% PRIMECAP Management (Trades, Portfolio) con 46.148.380 azioni, dopo una riduzione dell’1,21%.

La grande notizia qui è che Buffett non possiede più la più grande partecipazione nella banca maggiore dopo aver mantenuto quella posizione per anni. Come ha sottolineato Sydnee Gatewood nel suo articolo, “Warren Buffett continua a incassare da Wells Fargo”, ci sono diverse possibili ragioni per l’uscita del guru.

Queste possibilità includono la mancanza di plusvalenze nonostante molti anni di proprietà: il suo costo medio per azione era di circa $ 24. Alla chiusura delle negoziazioni il 20 novembre, il prezzo era di $ 25,48.

Gatewood ha anche notato che Buffett era scontento della risposta della direzione allo scandalo dei conti falsi che è diventato pubblico nel 2016 e continua a trascinarsi. A suo avviso, il management ha commesso degli errori e gli azionisti ne stanno pagando il prezzo.

Le cattive notizie e gli scandali che hanno travolto Wells Fargo costeranno agli azionisti miliardi di dollari. Tuttavia, finora, ciò non ha influito sui dividendi per azione. L’attuale rendimento del dividendo è del 4,79%, il rapporto di pagamento dei dividendi è basso al 4,18%, il tasso di crescita dei dividendi a tre anni è dell’8,20% e il rendimento sul costo a cinque anni è del 6,47%.

Pfizer

Questa azienda farmaceutica è diventata un nome familiare nelle ultime settimane perché è stata la prima azienda statunitense ad annunciare risultati positivi per un vaccino per Covid-19.

La prossima sfida per Pfizer sarà distribuire con successo il vaccino perché deve essere conservato a una temperatura estremamente bassa.

Pfizer ha costantemente aumentato i pagamenti dei dividendi nel corso degli anni:

AbbVie

Come Pfizer, AbbVie è un’azienda farmaceutica. È meglio conosciuto per HUMIRA (adalimumab). L’azienda con sede a North Chicago, Illinois, si è specializzata in prodotti di immunologia e oncologia, ma ha recentemente acquisito un altro produttore di farmaci, Allergan. Tale acquisto diversifica AbbVie, con nuovi interessi nell’estetica medica, nella salute delle donne e nella cura degli occhi. Questa è una società relativamente giovane che è cresciuta rapidamente da quando è stata scorporata da Abbott Laboratories (NYSE: ABT) nel 2013. Nonostante abbia una storia di soli otto anni fino ad ora, si sta costruendo una reputazione come titolo di dividendo. Nella sua relazione annuale per il 2019, la società ha osservato:

Un dividendo in crescita è un segno distintivo duraturo dell’identità di investimento di AbbVie e nel 2019 abbiamo aumentato il nostro dividendo trimestrale in contanti del 10 percento a $ 1,18 per azione. Sin dall’inizio, abbiamo aumentato il nostro dividendo del 195% e dal 2013 siamo membri dell’Indice S&P Dividend Aristocrat “.

Se vuoi investire in azioni con dividendi, l’attività dei guru degli investimenti può aiutarti. Non fa mai male guardare le operazioni dei migliori investitori. Come sempre, gli investitori dovrebbero informarsi da diverse fonti per assicurarsi di ottenere società di qualità oltre a rendimenti da dividendi superiori alla media.

per l’articolo completo: https://finance.yahoo.com/news/3-dividend-stocks-gurus-155001922.html

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Le regole base del trading online con successo (o quasi) – 2

LE REGOLE DI BASE PER FARE TRADING ONLINE

Volete cominciare ad investire online?

Bene, credo che prima di cominciare sia essenziale seguire alcuni consigli.

Ho trovato tre articoli del blog AiTrading molto interessanti.

Oggi continueremo con la seconda parte.

Fare trading online non è un’attività alla portata di tutti.

Molte persone operano sulla base di sensazioni, o notizie lette sui giornali, o sulla scia dei successi di un titolo.

Operare cosi espone l’investitore a rischi enormi; senza seguire un metodo, anche semplice, fatto di regole di base per il trading, ci si può ritrovare in guai seri e compromettere la propria situazione finanziaria. Non date retta a chi racconta che con poche operazioni di acquisto e vendita ha moltiplicato il proprio capitale. Se fosse cosi facile il mondo sarebbe pieno di miliardari. E mi pare che la realtà è molto lontana da questo. Fare trading online è certamente possibile, ma è una professione e come tale va gestita.

per l’articolo completo: https://aitrading.blog/2020/05/21/le-regole-base-per-fare-trading-online-con-successo-o-quasi-2/

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Pillole di borsa – Le regole base del trading online con successo (o quasi)

LE REGOLE DI BASE PER FARE TRADING ONLINE

Volete cominciare ad investire online?

Bene, credo che prima di cominciare sia essenziale seguire alcuni consigli.

Ho trovato tre articoli del blog AiTrading molto interessanti.

Oggi cominceremo con la prima parte per decidere se e come iniziare.

Fare trading online non è un’attività alla portata di tutti.

Molte persone operano sulla base di sensazioni, o notizie lette sui giornali, o sulla scia dei successi di un titolo.

Operare cosi espone l’investitore a rischi enormi; senza seguire un metodo, anche semplice, fatto di regole di base per il trading, ci si può ritrovare in guai seri e compromettere la propria situazione finanziaria. Non date retta a chi racconta che con poche operazioni di acquisto e vendita ha moltiplicato il proprio capitale. Se fosse cosi facile il mondo sarebbe pieno di miliardari. E mi pare che la realtà è molto lontana da questo. Fare trading online è certamente possibile, ma è una professione e come tale va gestita.

per l’articolo completo: https://aitrading.blog/2020/05/21/le-regole-base-del-trading-online-con-successo-o-quasi/

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.